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24 ottobre 2017
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24 ottobre 2017

VITAMINA C NATURALE

12,53

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Descrizione

Vitamina C in Breve

Già nel XVI secolo era noto che lo scorbuto si preveniva e si curava somministrando estratti di aghi di pino, di verdure o di limone, ma solo nel 1912 Funk ipotizzo la presenza nelle piante verdi di una sostanza idrosolubile ad azione antiscorbutica, nel 1921 tale sostanza fu isolata e denominata vitamina C.

Vitamina C è il termine utilizzato per indicare il sistema redox acido ascorbico acido deiroascobico, un sistema ossidoriduttivo reversibile a forte azione antiossidante.

L’acido ascorbico è la forma enolica del 3-cheto-L-gulofuranolattone.

La vitamina C viene sintetizzata dalle piante e da molti animali (anfibi, rettili, alcuni uccelli e Mammiferi) a partire dal glucosio.

Tra  i Mammiferi solo l’uomo, altri primati e la cavia non sono in grado di sintetizzarla per carenza della L-gulono-g-lattone ossidasi

Assorbimento e trasporto

La vitamina C viene assorbita nella parte prossimale dell’intestino tenue per trasporto facilitato Na+dipendente, l’assorbimento diminuisce nella vecchiaia, nei casi di acloridria e di infezioni intestinali.

Il grado di assorbimento per dosi  dietetiche è elevato 70÷90%, ma declina per dosi superiori ad 1 g; l’aspirina ne inibisce l’assorbimento.

La vitamina C viene trasportata nel plasma dall’albumina sotto forma di acido ascorbico, che entra nelle cellule come acido deidroascorbico (l’insulina favorisce il passaggio e il glucosio lo inibisce).

Una volta entrato l’acido deidroascorbico viene ridotto ad acido ascorbico che si concentra prevalentemente nel citoplasma dove svolge la funzione di antiossidante.

Deposito ed eliminazione

A differenza delle altre vitamine la vitamina C viene accumulata nell’organismo umano soprattutto nel fegato e nelle ghiandole surrenali, ciò spiega perché i sintomi da carenza compaiano solo dopo 4 mesi.

Il pool di vitamina C nell’organismo umano e di circa 1,5÷5 g.

Il catabolismo dell’acido deidroascorbico avviene per idrolisi dell’anello con formazione di acido 2,3-dicheto-L-gulonico, che può essere decarbossilato a CO2 e composti a 5 atomi di carbonio (xilosio, ac. xilonico) o ossidato ad acido ossalico e composti a 4 atomi di carbonio (ac. treonico).

L’acido ascorbico viene eliminato principalmente con le urine; viene riassorbito, in parte, nei tubuli renali per trasporto attivo Na+ dipendente, che insieme all’assorbimento intestinale rappresenta un meccanismo di regolazione omeostatica.

 

Funzioni della vitamina C nell’organismo

La vitamina C è necessaria per numerosi processi di idrossilazione catalizzati da alcune ossigenasi.

La vitamina C svolge  importanti funzioni quali:

  • la biosintesi del collagene: dove interviene nella conversione della prolina in idrossiprolina e della lisina in idrossilisina ad opera della prolina idrossilasi e della lisina idrossilasi che richiedono Fe++ (la vitamina C mantiene il ferro in forma ridotta);
  • la sintesi della noradrenalina (neurotrasmettitore) a partire dalla dopamina e, con ogni probabilità del triptofano in serotonina;
  • la sintesi della carnitina, essenziale per il trasferimento di acili (acidi grassi) nei mitocondri;
  • Il catabolismo della tirosina ad acidi fumarico e acetacetico attraverso la formazione dell’acido omogentisinico;
  • l’amidazione dell’estremità carbossiterminale di peptidi ormonali quali la vasopressina, l’ossitocina, la colecistochinina, l’ormone adrenocorticotropo (ACTH) e l’ormone rilasciante la tireotropina;
  • la biosintesi degli acidi biliari, infatti nelle cavie sottoposte ad una dieta carente di vitamina la sintesi risulta ridotta; la vitamina C sembra stimolare la reduttasi del citocromo P450, responsabile dell’idrossilazione in posizione 7-a del colesterolo, necessaria per la sintesi dell’acido colico;
  • l’attivazione dell’acido folico   in acido tetraidrofolico (FH4), forma biologicamente attiva;
  • la regolazione dei livelli endogeni di istamina, inibendone  il rilascio e favorendone la degradazione (la vit. C si utilizza a scopo terapeutico per prevenire lo shock anafilattico, la pre-eclampsia e la prematurità nelle complicanze della gravidanza);
  • la biosintesi degli ormoni steroidei della corteccia surrenale (per idrossilazione); infatti, quando aumenta il bisogno ormonale nella corteccia si verifica una deplezione sia di colesterolo che di vitamina C;
  • l’assorbimento intestinale del ferro (riducendo il Fe ferrico a ferroso e favorendo la formazione di chelati stabili in grado di mantenere il Fe solubile in ambiente alcalino), il suo trasferimento dalla transferrina plasmatica alla fereritina tissutale e l’aumentata disponibilità intracellulare favorendo  il legame ferro-ferritina e aumentando la stabilità del complesso stesso;
  • la riduzione dell’efficienza  dell’assorbimento intestinale del rame, poiché la forma ossidata è più assorbita di quella ridotta (a dosi elevate di vitamina);
  • ridurre la tossicità di alcuni minerali (Ni, Pb, V, Cd, Se), che in forma ridotta vengono assorbiti più difficilmente o escreti più velocemente;
  • favorire l’utilizzazione del selenio a dosi fisiologiche, aumentandone la biodisponibilità di alcune sue forme organiche e inorganiche;
  • un’azione preventiva nella cancerogenesi da nitrosamine, inibendo la loro sintesi, che avviene a livello intestinale, per reazione dei nitriti con i gruppi aminici;
  • la riduzione degli ioni superossidi, dei radicali idrossilici, dell’acido ipocloroso e altri potenti ossidanti, proteggendo la struttura del DNA delle proteine e delle membrane dai danni che tali ossidanti potrebbero provocare;
  • la costituzione, insieme alla vitamina E, di un sistema di protezione contro il danno ossidativo provocato dai radicali liberi: i PUFA sono protetti dai tocoferoli, che in seguito a irradiazione formano radicali fenossilici, i tocotrienossilici, per essere poi rigenerati a spese della vitamina C che forma un radicale ascorbilico;
  • la funzione immunitaria, infatti si è osservato sperimentalmente che la vitamina C è in grado di:

◦    stimolare la produzione di interferoni, che proteggono le cellule dagli attacchi virali,

◦    stimolare la proliferazione dei neutrofili,

◦    proteggere le proteine dall’inattivazione da parte dei radicali liberi prodotti durante i processi ossidativi che si verificano nei neutrofili,

◦    stimolare la sintesi del fattore timico umorale e degli anticorpi delle classi IgG e IgM.

Vitamina C, una storia di “fragilità”

  • Aria, luce, temperatura sono in grado di impoverire il prodotto alimentare del suo contenuto in vitamina C;
  • i fagiolini freschi sacrificano 1/3 della loro vitamina C appena dopo il primo giorno;
  • nei piselli il livello di vitamina C diminuisce, a temperatura ambiente, del 10% ogni giorno;
  • negli spinaci freschi, conservati  per 7 giorni, a 4°C, rimane solo il 20% della dote totale in vitamina C;
  • gli spinaci surgelati trattengono l’80% del patrimonio di  vitamina C anche a 3 mesi di conservazione;
  • il lavaggio prolungato di verdure e ortaggi, la cottura, un successivo riscaldamento riducono drasticamente la presenza della vitamina C;

Carenza di vitamina C

La carenza di vitamina C, nell’adulto, compare dopo 45÷80 giorni, in considerazione dei depositi relativamente consistenti e determina lo scorbuto.

La sintomatologia iniziale è aspecifica, compaiano infatti stanchezza, affaticamento, inappetenza, dolori muscolari e aumentata sensibilità alle infezioni.

A cui segue una sintomatologia specifica a carico dei tessuti di sostegno (ossa, cartilagine, tessuto connettivo) e delle gengive.

Si manifestano emorragie petecchiali a livello cutaneo, specialmente degli arti, contemporaneamente le gengive si tumefanno, diventano dolenti e spugnose, con comparsa di tipiche emorragie, che possono sfociare in fenomeni ulcerativi e necrotici, con espulsione dei denti.

Si riscontrano inoltre epistassi, ematuria, emorragie muscolari e sottopriostee.

Si tratta di emorragie multiple a vaso integro, si verifica quindi fuoriuscita di sangue dai vasi per diapedesi.

Lo scorbuto è caratterizzato da un difetto di formazione del collagene con conseguente indebolimento delle strutture collageniche nelle ossa, cartilagini, denti e tessuti connettivi, con emorragie sottoperiostee; questi fenomeni a lungo andare possono provocare anche degenerazione del tessuto osseo.

Nei bambini, di età compresa tra i 6 e i 18 mesi, in genere, alimentati artificialmente si può verificare una  carenza di vitamina C denominata  scorbuto infantile o morbo di Moeller-Barlow. Tale sindrome, in fase iniziale, è caratterizzata da irritabilità, inappetenza, emorragie gengivali, cutanee e subperiostee delle ossa lunghe.

In una fase successiva compaiano alterazioni del tessuto cartilagineo, specialmente a livello delle giunture condro-costali (rosario scorbutico o pseudo rachitico), ematomi sottoperiostei  più evidenti, soprattutto in corrispondenza delle epifisi femorali e tibiali, più raramente omerali, con forti dolori e, non raramente, con anemia e febbre.

L’esame radiologico rivela arresto della osteogenesi delle ossa lunghe, reperto che facilita la diagnosi.

 

Eccesso di vitamina C

L’apporto do vitamina C a dosi elevate (fino a 10 g/die) sembra sufficientemente sicuro, anche se a dosi superiori, non mancano effetti indesiderati, riportati in letteratura, quali:

Composizione

Ogni capsula contiene 450 mg di Rosa Canina di cui 315 mg di Vitamina C.

Posologia e Dosaggi

Assumere una capsula una volta al giorno

Quando utilizzarlo

Integratore consigliato nella prevenzione e nel trattamento delle malattie da raffreddamento; consigliabile inoltre assumerlo in casi di necessità di assunzione di integratori a base di Ferro per facilitarne l’assorbimento; per ritardare invecchiamento cellulare; come coadiuvante nella prevenzione delle infezioni alla vie urinarie e per il trattamento della gengivite emorragica.

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